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Iva per cassa: dal 1 dicembre 2012 operativo il "nuovo" regime

Per le operazioni effettuate dal 1 dicembre 2012, sarà possibile avvalersi del "nuovo" regime dell'IVA per cassa, di seguito le principali caratterstiche:

1) Possono optare per il nuovo regime i contribuenti  che nell'anno solare precedente hanno realizzato, o in caso di inizio di attività, prevedano di realizzare un volume d'affari non superiore a 2 milioni di euro.

3) Il regime prevede il differimento dell'esigibilità dell'IVA al momento del pagamento da parte del cliente. L'IVA diviene comunque esigibile decorso un anno dal momento di effettuazione dell'operazione, salvo che il cliente, prima del decorso di detto termine, sia stato assoggettato a procedure concorsuali.

4) L'IVA relativa agli acquisti effettuati può essere detratta dal momento del pagamento delle fatture di acquisto, o comunque decorso un anno dal momento di effettuazione dell'acquisto (chi riceve una fattura da un soggetto "IVA per cassa" e non ha esercitato l'opzione dell'iva per cassa, detrae l'iva con le regole ordinarie).

5) Le fatture dei soggetti che optano per il regime, devono contenere l'annotazione che si tratta di operazione con "Iva per cassa", con l'indicazione dell'art. 32-bis del Dl 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modifiche dalla L. 7 agosto 2012, n. 134.

Contratti appalto responsabilità solidale

Con il cd. "Decreto crescita", per i contratti di appalto stipulati dal 12/8, si dispone la responsabilità solidale dell'appaltatore con il subappaltatore, nei limiti dell'ammontare del corrispettivo dovuto, per i pagamenti effettuati dal 11/10, qualora quest'ultimo non provveda al versamento:
- delle ritenute Irpef dipendenti
- dell'IVA
riferite alle prestazioni fornite nell'ambito dell'appalto. La responsabilità solidale viene meno se l'appaltatore verifica (acquisendo idonea documentazione) che gli adempimenti sono stati correttamente eseguiti dal subappaltatore.

Dal 2013 ridotta la deducibilità dei costi dei veicoli (tranne che per i minimi)


In relazione ai costi / spese dei veicoli utilizzati dai lavoratori autonomi e imprenditori individuali, operanti in regime semplificato, ordinario o delle nuove iniziative produttive, la deducibilità è ridotta dal 40% al 27,5%.
Rimane inoltre confermata, solo per i professionisti, la disposizione in base alla quale la deduzione delle spese è consentita limitatamente ad un solo veicolo in caso di esercizio dell’attività in forma individuale o ad un veicolo per ciascun soggetto in caso di esercizio dell’attività in forma associata.

Professionisti spese formazione deducibili al 50%

La Circolare 35/E non apre alla spese sostenute per la formazione obbligatoria.

La limitazione al 50% della deducibilità delle spese sostenute per la partecipazione a corsi di aggiornamento professionale, incluse quelle di viaggio e soggiorno, contenuta nell’art. 54, comma 5, TUIR, va applicata anche alle spese sostenute per la partecipazione alla formazione continua obbligatoria degli iscritti in Albi professionali.
La norma, infatti, non prevede “alcuna distinzione circa la natura del corso”.

NIP confermato l'obbligo della compilazione degli Studi di Settore

Dal sito dell'Agenzia delle Entrate, sezione Faq in materia di Studi di Settore:

DOMANDA

Nel 2010 il contribuente si avvaleva del regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali di cui all’articolo 13 della legge n. 388 del 2000 ed ha esercitato un’attività per la quale risulta approvato uno studio di settore. Il contribuente doveva presentare il modello degli studi?

RISPOSTA

Come chiarito al paragrafo 8.3 della circolare n. 57/E del 18 giugno 2001, “Ai soggetti che si avvalgono della disposizione agevolativa di cui all’art. 13 della legge finanziaria per l’anno 2001, ai fini accertativi si applicano regolarmente le disposizioni in materia di studi di settore (GERICO)”. Pertanto, qualora il contribuente non fosse stato interessato da una delle cause di esclusione che non esonera dall’obbligo di presentare il modello degli studi, avrebbe dovuto adempiere a tale obbligo.

Regime Nuove Iniziative Produttive (NIP): i ricavi/compensi non vanno regguagliati ad anno

Per fruire del regime delle nuove iniziative produttive, i ricavi d’impresa realizzati nel periodo d’imposta non devono superare:
− 30.987,41 euro, per le imprese aventi ad oggetto la prestazione di servizi;
− 61.974,83 euro, per le imprese aventi ad oggetto attività diverse dalle precedenti.

I compensi conseguiti nel periodo d’imposta non devono superare i 30.987,41 euro.

In caso di inizio dell’attività nel corso del periodo d’imposta, i predetti limiti di ricavi o compensi non devono essere ragguagliati ad anno (circ. Agenzia delle Entrate 55/2002) per cui non vi sono differenze nel rispetto del limite di ricavi/compensi tra chi inizia a gennaio e chi inizia a dicembre.

 

Regime dei minimi e riforma Fornero

I contribuenti che operano nel nuovo regime dei minimi devono fare i conti anche con quanto stabilito dalla riforma Fornero in materia di contrasto alle false partite Iva, in dettaglio:
  • la durata della collaborazione non deve superare gli otto mesi annui per due anni consecutivi;
  • il corrispettivo non deve costituire più dell’80% dei corrispettivi annui complessivamente percepiti dal collaboratore nell’arco di due anni solari consecutivi;
  • il collaboratore non deve disporre di una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente.

In presenza di almeno due dei presupposti sopra indicati, la prestazione lavorativa va ricondotta alla collaborazione coordinata e continuativa con l’alto rischio di scivolare nell’ambito del lavoro subordinato.
In tale ipotesi il contribuente non può più essere classificato come titolare di un reddito di lavoro autonomo o d’impresa e viene conseguentemente perso anche il diritto a usufruire del regime agevolato dei minimi. 

Regime dei minimi: limite ricavi primo periodo di imposta

Com'è noto, per le persone fisiche, i periodi di imposta coincidono con l'anno solare.
Particolare attenzione va prestata pertanto in caso di inizio dell'attività in regime dei minimi al fine di evitare il superamento dei ricavi o compensi annuali fissati in 30.000 euro.
La circ. 21.12.2007 n. 73 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito infatti che il limite di ricavi o compensi deve essere ragguagliato all’anno.

Si consideri un professionista che abbia iniziato l’attività l’4.7.2012.
Considerando che i giorni di esercizio dell’attività nel 2012 saranno 180 (dall’ 4.7.2012 al 31.12.2012), il limite di compensi sarà di  14.754,10 euro ((30.000,00 X 180)/366).
Pertanto, il professionista, per poter continuare ad adottare il regime dei minimi anche nel periodo di imposta 2013 non dovrà percepire compensi nel corso del 2012 per un ammontare complessivo superiore ad Euro 14.754,10.

I Minimi versano l'iva sugli acquisti intracomunitari

I soggetti in regime dei minimi, autorizzati ad effettuare operazioni intracomunitarie, integrano le fatture dii acquisto intracomunitario con l'indicazione dell'aliquota e della relativa imposta che provvedono a versare entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione.
Devono poi provvedere alla presentazione, in via telematica, degli elenchi intrastat ai competenti uffici doganali.

Cessazione regime minimi

Il regime fiscale di vantaggio cessa di avere efficacia quando si verifica una delle seguenti fattispecie:
a) Conseguimento di ricavi o compensi superiori a 30.000 euro;
b) Effettuazione di una cessione all’esportazione;
c) Assunzione di lavoratori dipendenti o collaboratori;
d) Effettuazione di acquisti di beni strumentali che, sommati a quelli dei due anni precedenti,
superano l’ammontare complessivo di 15.000 euro.

Obblighi soggetti regime dei minimi

  1. Numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali.
  2. Emissione e conservazione fatture di vendite e/o certificazione dei corrispettivi.
  3. Integrazione delle fatture per gli acquisti intracomunitari e per le altre operazioni di cui risultano debitori di imposta (reverse charge) con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta, da versare entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni.
  4. Presentazione degli elenchi intrastat, in caso di operazioni intrastat (previa iscrizione nell'elenco VIES).
  5. Presentazione del modello Unico PF (solo redditi).
  6. Presentazione del modello 770 semplificato in caso di ritenute operate (es. verso professionisti).

Regime dei minimi e prestazioni occasionali

Non impedisce l’accesso al regime la circostanza di aver svolto, nell’anno precedente, prestazioni occasionali, perché le stesse costituiscono "Redditi diversi" (art.67 del TUIR) e non di "Redditi di lavoro autonomo"  (art.55 del TUIR) o "Redditi di impresa" (art.53 del TUIR).

Regime dei minimi: requisiti d'accesso in breve

a) Conseguire ricavi o compensi in misura non superiore a 30.000 euro (in caso di inizio di attività in corso d’anno, il limite dei 30.000 euro di ricavi o compensi deve essere ragguagliato all’anno);
b) non effettuare cessioni all’esportazione;
c) non sostenere spese per lavoro dipendente o per collaboratori coordianti e continuativi o i a progetto;
d) non erogare somme sotto forme di utili di partecipazione agli associati con apporto costituito da solo lavoro;
e) non acquistare, anche mediante contratti di appalto e di locazione,beni strumentali di valore complessivo superiore a 15.000 euro.

 

 

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